Avete mai visto le cicogne levarsi in volo? Improvvisamente
decidono, prima una, subito seguita da una seconda, poi una terza ed
infine tutto lo stormo.
Un potente battito di ali per staccarsi da
terra, poi su, sempre più su, leggere ed eleganti verso il terso cielo blu
di queste giornate invernali… per quanto sia affascinante osservarle
durante la salita a queste rilevanti quote, non c'è nulla di più
emozionante della discesa.
A volte lenta,
lentissima, in volo planato sfruttando il vento, le correnti può durare
ore; oppure rapida, chiudendo le ali a paracadute e frenando
contemporaneamente con le zampe protese in avanti, a guisa di rapace, una
scarica di adrenalina!.
Le ho viste scendere in pochi secondi da 1.000
metri di altezza, verso l'Oasi di Faenza RA gestita dal CRAS (Centro
Recupero Avifauna Selvatica) dove le aspettava con un buon pasto
sicuro, "papà Gulmanelli", colui che si occupa delle cicogne del
territorio.
Carlo Gulmanelli ha lavorato per un mezzo secolo
su questo progetto di reintroduzione della cicogna bianca nel nostro
territorio, o meglio ha cercato di creare un gruppo di cicogne stanziali
che fungessero da richiamo per altri esemplari. Ricordiamo che la cicogna
è un migratore che passa solo parte della sua esistenza in Europa e
dall'inizio del secolo scorso ha abbandonato quasi totalmente la rotta
migratoria in Italia.
Oggi però qualcosa è cambiato e si cominciano a rivedere rare coppie
qua e là soprattutto nelle oasi protette, ove gli uccelli sono tranquilli.
La Ciconia ciconia, cicogna bianca Europea non è in pericolo di estinzione
diretta, ma è vulnerabile e comunque va protetta, bella nella sua
imponenza, nel suo volo, legata a leggende, tradizioni e fiabe
nell'immaginario di molte culture.
A Faenza in Villa Sirene negli anni cinquanta, per iniziativa del
compianto Cavaliere del Lavoro Dr. Bucci Roberto, in modo empirico
all’inizio, si è sviluppato un progetto che cerca di favorire la
percorrenza dell'antica rotta migratoria della cicogna in Italia.
La
fantasiosa e geniale idea dell’ industriale Faentino viene portata avanti
ora dal C.R.A.S. locale con gli aiuti del Comune di Faenza e da
imprenditori privati con la creazione di più oasi. Grazie agli sforzi in
primis di Carlo Gulmanelli factotum dell’ Oasi delle cicogne del C.R.A.S.
ora a Faenza esiste una colonia stanziale di una ottantina di esemplari.
Per fare tutto ciò Carlo ha continuato le originarie idee del Dr.
Bucci, salva, nutre cicogne piccole e grandi, le cura, anche se devastate
da ferite o addirittura amputate. E le cicogne per riconoscenza tornano a
volare e gli regalano questi splendidi volteggi.
Questa è storia di fine ottobre 2003. Finalmente è accaduto: uno
splendido esemplare femmina, adulto, migratore si è fermato ed è
attualmente a Faenza.
Questa è la documentazione fotografica della "cicogna che viene da
lontano". L'esemplare è libero, ottimo volatore, già in competizione con
gli altri per garantirsi un ruolo nella società delle cicogne, inanellato
e con un dispositivo radio satellitare.
Dopo appostamenti, sulle foto digitali è stato possibile leggere il
contrassegno. Contattato il Swiss Bird Ringing Center Schweizerische
Vogelwarte di Sempach in Svizzera nell'ambito del progetto di importanza
Europea di protezione della cicogna bianca "Storch Schweiz", le ricerche
successive hanno portato a sorprendenti, conclusioni.
Lutzi, questo è il nome della cicogna è stata inanellata e munita di
dispositivo radio satellitare nel luogo di nascita in Svizzera nel giugno
del 2001 dove è nata nel medesimo anno, fa parte del progetto "SOS STORK"
ha fatto migrazioni documentate dalle segnalazioni satellitari, ha
percorso migliaia di chilometri attraverso Francia e Spagna, spingendosi
fin verso lo Stretto di Gibilterra, passaggio per l'Africa, poi al periodo
della migrazione del 2002 Lutzgi ha smesso di trasmettere la sua
posizione.
Tutto fa supporre, come alcune altre delle cicogne inanellate e con
segnalatore del progetto "SOS STORK" si sia recata in Africa fino al
Marocco ed alla Mauritania, poi di ritorno in Europa ha preferito fermarsi
in Italia a Faenza attratta dal gran numero di uccelli della sua specie.
Alcune cicogne facenti parte del progetto, hanno seguito la rotta
sud-ovest verso il Marocco, poche hanno seguito la rotta sud-est in
direzione dell'Egitto e Sudan.
Una sola si è diretta a sud attraverso la Sardegna. Lutzi, è finita a
Faenza in Italia!
Unica quindi per quanto è venuto a sapere ad essere
stata ripresa fotograficamente nell'attraversamento dell'Italia
continentale. Altri selvatici si sono fermati in Italia nel corso degli
anni, ma "Lutzi" ne è la prova certa.
Per parecchi mesi nel 2004 Lutzi non è stata osservata in zona.
Possiamo con facilità immaginarla volare libera … ma è ricomparsa a metà
ottobre. Dove è stata? Agli inizi del 2005 è ancora a Faenza ed è già in
competizione con altre cicogne nei rituali che si concluderanno con il
consolidarsi di una coppia e la costruzione di un nido…noi aspettiamo.
A Faenza si è concretizzato un sogno durato cinquanta anni!
Sergio Montanari
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